BED AND BREAKFAST LEONARDO DA VINCI

COSA FARE A FIRENZE...
.... A PARTE VISITARE GLI UFFIZI, PITTI ECC,.


In tutte le stagioni ovviamente a Firenze ci sono molte cose da fare, chiaramente tra le cose più belle della città ci sono i suoi straordinari musei celebri in tutto il mondo. Ma noi vogliamo suggerirvi alcuni itinerari, bellissimi, che chi viene in visita a Firenze non sempre conosce. In questa pagina segnaliamo due percorsi, molti altri ce ne sono e siamo a disposizione vostra per consigliarvi quando lo vorrete.
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PRIMO ITINERARIO

In questo primo itinerario, un percorso dal Ponte Vecchio a salire sulla collina del Forte di Belvedere, per poi raggiungere la Chiesa di San Miniato al monte e il piazzale Michelangelo, da cui potete ritornare al Bed and Breakfast con il bus n. 12 o il bus 13.
Il Ponte Vecchio è uno dei monumenti architettonici più straordinari della città, e per questo molto visitato. Ma a due passi, inizia una zona meno visitata, ma altrettanto bella, già in collina, che in breve porta nella campagna intorno alla città.
Dal Ponte Vecchio, lato oltrarno, prendete a sinistra lungo via Via de' Bardi. A pochi metri c'è una galleria, lì comincia Costa de' Magnoli. La strada è in forte pendenza; proseguite dritto, dopo un breve tratto, la strada prende il nome di Costa San Giorgio.
Sulla Costa San Giorgio, al n.17, la casa di Galileo; il grande scienziato vi riceveva spesso il granduca
Ferdinando II de' Medici, che fu uno strenuo sostenitore dello scienziato.
La casa di Galileo, dove lo scienziato abitò prima di spostarsi a Arcetri
Ancora qualche metro e si arriva in cima alla salita dove c'è la Porta San Giorgio. Questa porta attribuita a Andrea dell'Orcagna fa parte della cerchia delle mura medievali, che per fortuna non sono state abbattute in questa parte della città (contrariamente a quanto avvenuto nella zona "di qua d'Arno"). A destra della porta c'è subito l'imponente costruzione del Forte di Belvedere.
Il Forte è caratterizzato dalla splendida Palazzina, in posizione panoramica visibile da tutta Firenze; entrambi gli edifici sono opera di Bernardo Buontalenti, straordinario artista, noto anche per i suoi gelati - tuttora nelle gelaterie fiorentine si trova una deliziosa crema che porta il suo nome.
Costa de' Magnoli comincia da questo stretto arco, la Volta de' Magnoli, nel palazzo Bargagli-Petrucci.
Tra le mura della costa, in mezzo alle case medievali si apre improvvisamente sulla sinistra questo scorcio sul palazzo Vecchio e la cupola del Duomo.
Dalla porta San Giorgio prendete via San Leonardo. E' questa una delle vie più particolari di Firenze, e più amate in assoluto dai fiorentini; quasi interamente affiancata da muretti a secco, è difatto tracciata tra campi di ulivi, colture e giardini; siamo praticamente già fuori città, in piena campagna, ad appena 10 minuti dal Ponte Vecchio.
Via San Leonardo con sullo sfondo la palazzina del Forte di Belvedere.
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via San Leonardo, grafite su carta. Elisabetta Brogi
Arrivati allo sbocco con il viale Galileo prendete a sinistra. Il viale fa parte di quello che un tempo veniva chiamato "Stradone dei Colli" e ancora oggi viene sbrigativamente detto 'viale dei Colli' dagli abitanti di Firenze, anche se porta diversi nomi secondo il tratto. In questo prende il nome da Galileo ed è uno dei tratti più panoramici in assoluto, con scorci splendidi sulla città. Dopo circa un km prendete a destra per via delle Porte Sante, verso la Basilica di San Miniato al Monte, che non è solo una delle più belle chiese di Firenze ma anche una delle più antiche.
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Infatti la costruzione cominciò nel 1013; la chiesa è considerata uno dei capolavori assoluti del romanico. Non ci dilunghiamo troppo sull'analisi critica artistica, visto che c'è in tutte le guide; diciamo solo che accanto alla Basilica c'è un negozietto dove si possono trovare gli ottimi liquori e caramelle dei monaci Olivetani che ci risiedono.




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Interno della Basilica
Dalla collina di San Miniato il piazzale è vicinissimo, e con il bus n. 13 o il n. 12 potete rientrare al Bed and Breakfast Leonardo da Vinci.
SECONDO ITINERARIO

Un percorso tutto vicino al nostro Bed and Breakfast, da realizzarsi interamente a piedi: piazze e angoli molto belli di Firenze; e musei alcuni dei quali molto conosciuti, e altri meno noti - ma non per questo meno interessanti - e la segnalazione di alcuni caffé e ristoranti tra i migliori di Firenze.
Si parte dal nostro B & B, in via Leonardo da Vinci 13... Usciti dal portone voltate a destra, e siete subito in piazza Savonarola. Nella scenografica piazza, di impianto ottocentesco, l'edificio forse più notevole è la Galleria Rinaldo Carnielo, una costruzione in stile Liberty che ospita le opere dello scultore veneto, a cui si deve lo stesso disegno della facciata della struttura. All'angolo della piazza con via Buonvicini voltate a destra per la stessa via Buonvicini e a pochi metri arrivate all'incrocio con i viali. Attraversate il viale; comincia da qui il centro 'storico' di Firenze; infatti, i viali furono realizzati nell'800 abbattendo le mura medievali che avevano protetto la città per secoli, come si può vedere in questa pittura.
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Attraversato quindi il semaforo sul viale prendete a diritto la via Gino Capponi. In fondo alla via, si vede già il profilo della cupola del Duomo. Dopo un centinaio di metri, in una traversa a destra, via Micheli, al n 3, c'è l'ingresso del "Giardino dei Semplici", l'orto botanico di Firenze. Fu fondato nel 1545 e è considerato il terzo più antico del mondo; è aperto al pubblico e quindi visitabile.
Via Capponi finisce con la splendida piazza della Santissima Annunziata. Al n. 1 della piazza, subito a sinistra, c'è l'ingresso di un altro museo di Firenze, certamente molto, molto meno visitato degli Uffizi o Pitti, ma è un peccato perché contiene delle opere meravigliose; stiamo parlando del museo Archeologico, dove è possibile vedere reperti di enorme valore. Tra questi alcune sculture etrusche, capolavori assoluti dell'arte di tutti i tempi come il famosissimo bronzo de "La chimera di Arezzo", e la statua dell'Arringatore.
La piazza poi è un modello dell'architettura rinascimentale, dalle prospettive perfette; inutile dilungarsi in merito visto che trovate sicuramente tutte le informazioni in ogni guida turistica. Citiamo solo le due fontane gemelle in bronzo realizzate da Pietro Tacca, capolavoro dell'arte manierista, a soggetto marino perché originariamente destinate alla città di Livorno; il granduca che le aveva commissionate però, colpito dalla loro bellezza, decise di trattenerle a Firenze (a Livorno ci sono attualmente delle copie).
Dalla piazza comincia via dei Servi, che porta al Duomo. Sulla sinistra, all'inizio della via, c'è Robiglio, una delle migliori caffetterie fiorentine, nota anche per la sua cioccolata.
Voltate a destra per via degli Alfani. Su questa via, al numero 78 c'è l'
Opificio delle Pietre Dure, altra storica e gloriosa istituzione fiorentina. In sostanza si tratta di un laboratorio di restauro di altissimo livello. C'è anche un museo annesso, piccolo, ma molto interessante, con oggetti meravigliosi realizzati con le pietre preziose.
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Dettaglio di una delle due statue realizzate dallo scultore manierista Pietro Tacca.
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Robiglio, via dei Servi 112 rosso
Continuando per via degli Alfani si arriva in breve alla piazzetta del Conservatorio. Da lì, dietro l'angolo a destra, si giunge all'ingresso del museo dell'Accademia, che è uno dei più visitati di Firenze, soprattutto perché vi si trova il David di Michelangelo.
E' però vero che questo museo non è solo il David: ci sono tante altre straordinarie opere, forse un pò snobbate dai visitatori, ma non per questo meritevoli di essere ignorate; tra l'altro, le sculture dei Prigioni sempre di Michelangelo, poi dipinti del Ghirlandaio, Andrea del Sarto, Botticelli, Pontormo... ecc ecc.
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Usciti dall'Accademia, girando a destra, siete in piazza San Marco. Ecco un altro museo meno noto degli Uffizi o l'Accademia, ma assolutamente straordinario, che vale la pena di visitare: il museo di San Marco, che ha la più grande collezione al mondo di pitture del Beato Angelico, tra cui la famosissima Annunciazione.
Il museo è tra l'altro di una grande bellezza architettonica, con vari chiostri e una splendida biblioteca.
Da piazza San Marco prendete via degli Arazzieri, al primo incrocio prendete a destra. E' questa via San Gallo, una delle storiche vie cittadine perché era quella utilizzata per arrivare al centro della città, provenendo da nord. Oggi il flusso di pedoni (e di traffico, bus e auto) passa piuttosto da via Cavour, e di conseguenza via San Gallo è diventata una via tranquilla, quasi marginale; ma mantiene tutti i segni dell'importanza di un tempo, tra cui una serie quasi continua di splendidi edifici. Sulla destra, all'inizio della via, si trova la Loggia dei Tessitori, attribuita a Giuliano da Sangallo; più avanti, la chiesa di San Giovannino, del '500, con lo stemma dei Cavalieri di Malta.
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Al n 74, sconosciuto ai più, il palazzo Pandolfini, disegnato nientemeno che da Raffaello:
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La via termina in piazza della Libertà, oggi attraversata dai viali. La piazza fu una delle più riuscite nella sistemazione ottocentesca dell'architetto Poggi, che come detto prima, abbatté le mura medievali lasciando in piedi solo le porte; ci furono molte polemiche allora e in realtà con la prospettiva di oggi quell'intervento appare in linea di massima sbagliato; ma in tutta quella distruzione, piazza della Libertà fu una delle cose più riuscite, nella sistemazione che le fu data, con la porta San Gallo e l'Arco dei Lorena circondati da ogni lato da una fila serrata di porticati, che rimandano a quelli rinascimentali di piazza della Santissima Annunziata. Si dice che piazza della Libertà non dispiacesse a De Chirico.
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La medievale Porta San Gallo, isolata al centro della piazza
L'Arco trionfale dei Lorena, costruito in occasione dell'arrivo a Firenze del primo granduca dei Lorena, succeduto alla fine della dinastia dei Medici nel 1738.
Da piazza della Libertà, via Leonardo da Vinci è a due passi. Lungo la strada per rientrare al nostro Bed and Breakfast, segnaliamo nel viale Don Minzoni 10rosso il ristorante "Perseus" noto per i suoi piatti di carne e in particolar modo per la sua bistecca alla fiorentina... una pietanza certamente non troppo economica, ma tanto bona!
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La Chimera di Arezzo
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Il piazzale Michelangelo, punto di arrivo e di partenza di una serie di splendidi itinerari sulle colline immediatamente a sud della città.
C'è poi la leggenda di San Miniato che è giustamente solo una leggenda ma che merita di essere raccontata. Si narra che il santo, di origine armena o siriaca, fu decapitato nell'anfiteatro romano di Florentia, durante uno di quei giochi gladiatori che andavano di moda all'epoca. Era il III secolo D.C. e i cristiani venivano ancora perseguitati. Fatto sta che durante il suo martirio avvennero molti miracoli perché per dirne solo uno il leone che fu fatto entrare nell'arena per sbranare il santo divenne improvvisamente docile. Insomma i soldati romani non riuscivano a ammazzarlo, alla fine dovettero tagliargli la testa. Ma neanche questo fu abbastanza, perché il santo per nulla sconcertato si prese la testa sotto braccio e si diresse fuori dall'anfiteatro. Solo quando arrivò sulla collina si posò per terra e spirò. Da allora quella collina divenne un luogo di venerazione per tutti i cristiani e questo è il motivo per cui si costruì là la Basilica di San Miniato.
Con tutto questo, San Miniato fu per molti secoli l'unico santo fiorentino di cui la città potesse vantarsi. Che poi come detto, non era nemmeno fiorentino.
Fiorentini invece furono quelli che l'ammazzarono!
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Palazzo Pitti, il Giardino di Boboli e il Forte di Belvedere, in alto a sinistra sulla collina, nella lunetta di Giusto Utens (dipinta intorno al 1599)
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